il manifesto



L'assassino è in casa

Il giudice cileno Juan Guzman ha ordinato gli arresti (domiciliari) e l'incriminazione di Augusto Pinochet, per la prima volta l'ex dittatore farà i conti con la giustizia nel suo stesso paese. I reati contestati sono il sequestro di persona e l'omicidio per almeno 19 casi di desaparecidos collegati alla "Carovana della Morte", la squadra militare che dopo il golpe seminò il terrore nell'intero Cile ripulendo fisicamente il paese dagli oppositori politici più in vista. Solo una diagnosi medica di demenza può ora salvare Pinochet dal tribunale.


02 Dicembre 2000

Pinochet, un travaso di Cile
Nel suo paese, per la prima volta, l'ex dittatore messo agli arresti (domiciliari) e incriminato per omicidio

ROBERTO ZANINI


I reati sono quelli di secuestro y homicidio calificado, il nome con cui vanno noti il tutto il mondo è Carovana della Morte. Il giudice cileno Juan Guzman ha ordinato l'arresto del generale Augusto Pinochet Ugarte e il suo rinvio a giudizio nel processo per i crimini commessi dalla banda di assassini in divisa che, dopo il golpe del '73, attraversarono il paese in lungo e in largo arrestando, torturando, uccidendo o facendo desaparecer migliaia di oppositori politici. Per la prima volta, il vecchio e rimbecillito macellaio cileno viene messo sotto chiave da un giudice del suo paese. Nel suo paese.
Pinochet era stato dichiarato processabile lo scorso agosto, perdendo clamorosamente l'immunità per sentenza della Corte suprema cilena. Era tornato in patria dopo 503 giorni di fermo a Londra, arrestato su mandato del giudice spagnolo Baltazar Garzon, e rilasciato dal governo inglese dopo essere stato visitato e giudicato troppo demente per sostenere un processo. All'arrivo all'aeroporto di Santiago, era agilmente uscito dalla sedia a rotelle e, circondato di paracadutisti in assetto di commando, dai massimi gradi dell'esercito cileno e da un organizzato tripudio di folla, era stato condotto nella sua casa nella capitale cilena sotto scorta militare. Una scorta d'onore, quella: da ieri, davanti alla stessa casa sosterà un gendarme senza alcuna funzione decorativa.
Juan Guzman è un giudice-filosofo, ma sembra essere una brava persona e per nulla impaurito dal doversi misurare con un passato turpe e ancora molto popolare nella storia del suo paese. Istruendo il processo e procacciandosi prove, ha anche disposto un'ulteriore visita medico-legale a carico dell'anziano assassino per stabilire o meno la sua processabilità. Pinochet ha sempre rifiutato di sottoporsi all'esame medico: finire la carriera come demente certificato era peggio che concluderla come assassino giudicato, e l'entourage dell'ex dittatore sembrava certo del proprio potere nazionale e dell'intoccabilità del suo leader storico.
Non è andata così. Anche se i medici legali non hanno ancora potuto mettere le mani sul "paziente inglese" (e se lo faranno dichiarandolo demente, non potrà essere processato), la legge cilena ha colpito il suo fantasma peggiore, con un provvedimento limitativo della libertà che è una campana a festa per quanto credono che la giustizia non abbia data di scadenza. In Spagna, l'avvocato Joan Garces che aveva condotto il caso contro Pinochet sfociato nel clamoroso arresto londinese dell'ex dittatore si è detto felice, ma ha anche dichiarato di voler attendere l'esito di eventuali perizie mediche. A Londra, Amnesty International festeggia: "Le ruote della giustizia sembrano muoversi verso la giusta direzione".
Pinochet aveva a suo carico 187 casi giudiziari aperti, altrettante persone assassinate o desaparecide in Cile durante la sua sanguinosa dittatura. Il giudice Guzman ha individuato almeno 19 casi di omicidio in cui Pinochet è implicato direttamente, e altri cinquanta in cui sarebbe il mandante intellettuale. La Carovana della Morte è la vicenda che racchiude la maggior parte dei crimini che il giudce Guzman ha individuato.
Era una comitiva militare, la Carovana, istituita da Pinochet dopo il golpe e diretta da un suo luogotenente, Sergio Arellano Stark. La missione ufficiale era quella di uniformare i criteri di amministrazione della giustizia per i prigionieri politici. L'uniforme soluzione adottata da Arellano Stark e dai suoi criminali colleghi fu di uccidere, torturare e cominciare la composizione di un morto collettivo senza cadavere: i desaparecidos.
Secondo Guzman, almeno 72 persone sono certamente state uccise dalla Carovana della Morte. Arrivavano su elicotteri Puma, su jeep militari, su camion. Sequestravano militanti d'opposizione e sindacalisti, li conducevano in luoghi appartati, li fucilavano e ne facevano sparire i resti.
Arellano Stark aveva ai suoi ordini 14 uomini in divisa, la maggior parte dei quali entrarono poi in servizio nella Dina, la temibile polizia segreta di Pinochet. Il suo vice era il colonnello Sergio Arredondo, compagno di corso dell'altro macellaio Manuel Contreras, che ha ammesso le fucilazioni ma negato di avene preso parte. Della Carovana facevano parte anche il maggiore dell'esercito Marcelo Moren Brito, poi capo del centro di tortura di Villa Grimaldi, il capitano Patricio Diaz che fucilò tredici prigionieri e poi denunciò il loro inesistente tentativo di fuga (e questo pur non essendo un membro effettivo della Carovana), il maggiore Pedro Espinoza che era un ufficiale della Dina e che è stato tra i pochi condannati in Cile per i crimini della dittatura. Di tutti questi nomi, il giudice Guzman aveva già ordinato l'arresto e l'incriminazione nel giugno del '99. Ieri è arrivato anche quello del capo.


processiamo Pinochet | homepage L'avvelenata